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Pescare la spigola da terra: i segreti della pesca nei porti

I segreti della pesca nei porti, specialmente per pescare spigole di taglia

Voglio iniziare a parlarvi della pesca alle spigole raccontandovi di una mia recente cattura. Era un pomeriggio caldo e afoso del mese di agosto con 4 nodi, o massimo 6, di “scirocchetto” alle mie spalle, con la fase lunare calante di un quarto; il mare era piuttosto calmo e l’acqua era torbida, di colore verdastro, anche per via delle eliche dei tanti pescherecci che, transitando, smuovevano il fondo creando dei vortici di corrente che spingevano verso il canale. Questo colore dell’acqua, misto ai vortici di corrente, più un altro fattore che vi dirò di seguito, sono le condizioni ideali per poter praticare la pesca a fondo dai moli portuali mirata alla spigola.

Comportamenti modificati dalle attività degli uomini

L’altro fattore naturale quello più importante consiste nel fatto che i pescherecci facendo il loro ingresso nel porto scartano il pesce che si è rovinato durante lo strascico, o che viene involontariamente calpestato. In pratica, dai pescherecci lo rigettato in mare e grazie anche al lavaggio delle reti creerà una  scia di pastura che può partire anche da lontano, ciò farà sì che i pesci seguano dal largo queste scie di pastura e, di conseguenza, le barche fino al loro ingresso nel porto, garantendoci la loro presenza dinanzi al tratto di molo che abbiamo scelto e che sarà il nostro spot di pesca. Non dimenticate, quindi, che sarà fondamentale lanciare sempre il vostro innesco dietro la scia di ogni barca che ci transiterà davanti. Questi tre fattori naturali, messi insieme, ci daranno la possibilità di poter raggiungere la nostra ambita preda.

Ami, lenze, canne e mulinelli

L’attrezzatura da adoperare per questa divertente tecnica di pesca è quasi uguale a quella che uso per pescare a fondo all’orata e della quale avevo detto nel mio precedente articolo. C’è però un piccolo “restyling” che riguarda il calamento, ovvero utilizzeremo sempre lo scorrevole e il terminale in flourcarbon ma bisognerà diminuire la grammatura del piombo che, dai 70-90 grammi usati per la pesca all’orata, scenderà molto, per intenderci diciamo fino a un massimo di 30 grammi. Inoltre sono solito allungare il terminale a 180 centimetri. Se per la pesca a fondo delle orate avevo consigliato un finale lungo meno di un metro, nel caso della spigola voglio dare ancora maggiore possibilità di muoversi “in corrente” all’innesco. Ricordiamoci che quando si poggerà sul fondo potrà sicuramente essere spostato dalle correnti prodotte dalle eliche dei pescherecci (e a Sciacca ce ne sono molti). La spigola è un predatore molto curioso ed è attratto da tutto quello che le si muove attorno, quindi usando un terminale lungo potremo attirarle ancora di più.

Una canna telescopica da 130 grammi

La canna che utilizzeremo sarà sempre una comoda telescopica, di potenza di lancio non inferiore a 120 – 130 grammi. Nei porti potremo confrontarci con pesci di grossa mole, spigole che, specialmente nei mesi del loro periodo riproduttivo possono superare anche gli 8 chili di peso, ma in casi rarissimi anche i 10! Cercate sempre di restare concentrati e di avere a seguito una discreta attrezzatura. Come mulinello utilizzeremo un taglia 7000 o 8000, perché dovremo imbobinarci una lenza robusta. Mulinelli di taglia maggiore ve li sconsiglio perché appesantiscono la canna ma non danno i vantaggi in pesca che ci sono in spiaggia. Qui siamo in un ambiente diverso.

Pescare le spigole: i monofili

La lenza da imbobinare non dovrà essere inferiore allo 0,30 mm, fino ad arrivare a un massimo dello 0,40 mm. Consiglio monofilo in nylon, preferibilmente trasparente ma di colore verdastro per potersi mimetizzare ancora meglio, considerando il colore dell’acqua nei porti pescherecci (dove raramente è cristallina, dipende dai posti). Cercate di non utilizzare mai fili di diametro inferiore allo 0,30; i fattori di rischio, cioè gli incidenti in cui potremo incorrere nei porti, ci sono eccome: a volte saremo costretti a forzare il pesce più velocemente che dalla spiaggia proprio perché una barca potrebbe transitarci vicino, o perché ci sono cime in mare dove il pesce si potrebbe impigliare. Per abitudine la spigola, una volta allamata, salirà a galla, anche a notevole distanza (ricordiamoci che avremo un biombino da 10 grammi, e non da un etto e mezzo); con tutto il filo in superficie aumenta il rischio che la lenza madre possa essere appunto tagliata dalle eliche (se ci troviamo in un porto molto frequentato.

Non solo 10 grammi ma… 10 grammi sono meglio!

Ovviamente la pesca con piccole zavorre, i fatidici dieci grammi, è consigliata se le condizioni consentono di “tenere il fondo”. Se sul nostro spot c’è un buon flusso di corrente, sarà meglio aver inserito sul filo un piombo scorrevole da 30-35 grammi che manterrà il calamento innescato laddove lo abbiamo lanciato. Una zavorra da 50 grammi sarà utile solo nel caso in cui si debba raggiungere una maggiore distanza, proprio per portare il boccone dove si era detto: nella scia del peschereccio al suo rientro. In ogni caso cerchiamo di utilizzare il piombo più piccolo che si può, in quanto piombi di piccola grammatura garantiscono un affondamento più lento del nostro innesco. Questo è importante, specie se utilizzeremo  la sardina, l’acciuga intera o senza testa o il piccolo sugarello, in questo modo riusciremo a trarre meglio in inganno la spigola facendole credere che sia cibo proveniente dal peschereccio: il cibo di cui è solita cibarsi proprio al rientro delle barche. Grazie a questa “pastura” che le barche hanno riversato in mare i pesci entreranno in frenesia alimentare e saliranno dal fondo in superficie per cibarsi, quindi lanciate sempre la vostra esca dietro la scia dei pescherecci in transito. Siate “pronti” perché, lanciandogli dietro, il vostro innesco potreste subire un attacco immediato da parte della spigola o del serra. A volte succede.

Occhio alla canna da pesca!

Se commettiamo anche l’errore di non tenere sempre la lenza in tensione durante il combattimento, quel poco di gioco lasciatogli diciamo così potrebbe farci perdere il nostro pesce. Un buon amo o del 3/0 è quello che ci vuole vista anche la conformazione della bocca grande del pesce in questione. Se per caso incannate un pesce di buone dimensioni che dopo pochi minuti di combattimento vi farà credere di avere esaurito le forze, state bene attenti e state ben concentrati perché è in quel frangente che, venendovi  incontro senza fare nessuna fuga, si riposerà e si ossigenerà riservandosi le forze per dare le ultime ma impressionanti testate, scuotendo violentemente il capo, arrivato a pochi metri da voi. Cercate dunque di regolare bene la frizione e di assecondare le testate tenendo sempre la canna alta e la lenza in trazione, in attesa che arrivi a “raccoglierlo” un guadino con una circonferenza ampia e una rete profonda. Ecco che vi ho raccontato quei fattori che potranno esservi favorevoli per poter catturare le grandi spigole dai moli portuali, come lo sono per me.

Ecco un video di pesca in cui catturo una bella spigola.

Se avete domande da rivolgermi non esitate a scrivere a info@pescadariva.tv. Ciao a tutti.

Anche se io nel video della cattura utilizzavo un mulinello di taglia 10.000, vi consiglio di abbinare un taglia 7000 alla canna Surfitaly Powered 130. Quel giorno mi ritrovavo a Sciacca con mulinelli per la pesca a surf ma, vedendo che le condizioni c’erano tutte, di certo non potevo farmi scappare quell’occasione di una rapida pescata non programmata!

Una bella spigola, pescata in ambiente portuale. La cattura è stata ripresa nel video amatoriale che trovi sul canale youtube di PescaDaRiva TV (gruppo Pesca TV).
Una bella spigola, pescata in ambiente portuale. La cattura è stata ripresa nel video amatoriale che trovi sul canale youtube di PescaDaRiva TV (gruppo Pesca TV).

Pescare la spigola da terra: i segreti della pesca nei porti

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